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Tratto dal NIDA
An Individual Drug Counseling Approach to Treat Cocaine
Addiction:The Collaborative Cocaine Treatment Study Model
Presentazione
In questo tipo di approccio si evidenzia come una sostegno mirato al
raggiungimento della astinenza da cocaina possa essere la prima
modalità con cui si affronta il problema della dipendenza da
questa sostanza.
Si presenta qui un modello di consulenza altamente strutturato che
ha dimostrato di essere efficace in diverse ricerche effettuate
negli Stati Uniti.
Una di queste ricerche ha coinvolto 487 soggetti dipendenti da
cocaina, suddivisi in diversi gruppi sottoposti ad approcci
terapeutici diversi. Nei gruppi dove è stata utilizzata un
psicoterapia, i pazienti hanno ottenuto un miglioramento
significativamente maggiore rispetto ai gruppi in cui è stata
utilizzata solo una terapia farmacologica ed inoltre questo
miglioramento è durato anche più a lungo.
I pazienti del gruppo trattato con un consulenza mirata ha ottenuto
un miglioramento maggiore rispetto ai pazienti di tutti gli altri
gruppi.
La filosofia sottostante a questo tipo di trattamento è di tipo
olistico: la malattia è complessa e danneggia l’individuo
fisicamente, mentalmente e spiritualmente; il raggiungimento
dell’astinenza è solo il primo passo verso il cambiamento.
Le differenze sostanziali tra una consulenza mirata sulla dipendenza
ed un approccio di tipo psicoterapeutico sono:
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Consulenza mirata |
Psicoterapia |
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Obiettivi comportamentali |
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Obiettivi che si riferiscono direttamente alla dipendenza |
Obiettivi che si riferiscono a tutte le aree di recupero |
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Concentrazione sul presente |
Concentrazione sul passato e sul presente |
Questo modello è stato realizzato principalmente per soggetti
ambulatoriali e si integra con altre modalità di trattamento
soprattutto di tipo medico. Può anche essere utilizzato per
migliorare la compliance ad altri trattamenti.
Il trattamento
Il trattamento si articola in 36 settimane. Nelle prime 12 sono
richieste 2 sedute alla settimana per un totale di 24 sedute.
Dalla tredicesima alla quattordicesima è richiesta la
partecipazione ad 1 seduta alla settimana. Dalla venticinquesima
settimana alla trentaseiesima viene proposta la partecipazione ad
una seduta ogni 15 giorni. Le sedute dovrebbero durare 45 minuti
circa ed il loro numero deve essere flessibile e dipendere dalle
motivazioni del paziente.
Questo tipo di trattamento può essere utilizzato anche con soggetti
che utilizzano altre sostanze o per esempio sono in mantenimento
metadonico.
All’inizio del trattamento occorre valutare il grado di dipendenza
del soggetto e la sua situazione sociale e sanitaria.
È consigliato utilizzare uno strumento (ASI) per effettuare la
valutazione iniziale e finale. Sono anche consigliate le analisi
biologiche indispensabili per controllare l’uso delle sostanze e
fornire un feedback al paziente. I pazienti spesso apprezzano il
fatto che le prove biologiche segnalino un miglioramento nell’uso
delle sostanze ed inoltre rinforzano la loro tendenza ad essere
più onesti con se stessi e gli altri nell’utilizzo delle droghe.
Rapporto paziente consulente.
Il ruolo del consulente è fornire sostegno, istruzione e confronto
non giudicante al paziente.
Il consulente deve stabilire un buon rapporto con il paziente,
essergli vicino soprattutto nello sforzo che questi sta facendo
per giungere all’astinenza. Il paziente deve sentire che il
consulente è un alleato.
Il consulente deve trovare un equilibrio tra l’essere direttivo e
lasciare che sia il paziente a dirigere se stesso. Il paziente
dovrebbe comunque essere incoraggiato ad assumere una posizione di
autodirezione.
L’alleanza terapeutica può essere meglio raggiunta se si seguono tre
vie principali:
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Il terapeuta dovrebbe essere un esperto dei
comportamenti additivi e conoscerne le diverse implicazioni;
-
Il terapeuta deve riconoscere che il paziente è il
miglior conoscitore di se stesso;
-
Il tarapeuta dovrebbe aiutare il paziente a comprendere
che il terapeuta è un alleato e gli è vicino nello sforzo per
raggiungere l’astinenza.
Gli interventi del terapeuta all’inizio dovrebbe basarsi
sull’ascolto attivo e sul rinforzo della relazione. In certi casi
può essere utile cosa secondo lui il terapeuta potrebbe fare per
migliorare il loro rapporto.
Il comportamento del consulente non deve essere colpevolizzante e
deve considerare che il soggetto se fosse in grado di gestire la
dipendenza non avrebbe bisogno del suo aiuto.
Il consulente deve incoraggiare il paziente a gestire le situazioni
di vergogna e colpa e a parlare apertamente dei problemi relativi
all’uso di sostanze.
L’atteggiamento del consulente deve essere sempre essere rispettoso
e professionale.
Il consulente dovrebbe essere consapevole del fatto che i problemi
del paziente possono stimolare i problemi personali ed evitare di
colludere.
Gli obiettivi
Gli obiettivi della consulenza individuale sulla dipendenza da
cocaina sono:
1) Aiutare il paziente ad ammettere che egli o lei soffre
della malattia da dipendenza da sostanze;
2) Mettere in evidenza i segni e i sintomi della dipendenza
che sono attinenti all’esperienza del paziente;
3) Insegnare al tossicomane a riconoscere e reindirizzare
l’impulso ad utilizzare droga;
4) Incoraggiare e motivare il paziente a ottenere
l’astinenza;
5) Incoraggiare l’astinenza utilizzando misure oggettive;
6) Ritenere la persona dipendente come responsabile,
discutere con lui gli episodi di uso e scoraggiare fortemente il
consumo della sostanza;
7) Aiutare il paziente nell’identificazione di situazioni
dove le droghe sono state utilizzate per far fronte ai problemi
della vita e aiutarli a comprendere che l’utilizzo delle droghe
non aiuta a risolvere questi problemi.
8) Aiutare il tossicomane a sviluppare strategie di
risoluzione dei problemi nuove e più efficaci;
9) Presentare al paziente il metodo dei 12 incontri e
incoraggiarne fortemente la partecipazione;
10)
Incoraggiare il paziente a sviluppare un piano di recupero che
deve durare per tutta la vita;
11)
Aiutare il paziente dipendente a riconoscere e cambiare attitudini
e comportamenti problematici che possono stimolare una ricaduta;
12)
Incoraggiare il paziente a migliorare le pratiche acquisite
tramite le esperienze sull’utilizzo delle strategie nella
risoluzione dei problemi.
La struttura delle sessioni è chiara, ma il consulente dovrebbe
tener conto che è il paziente a dover portare gli argomenti da
discutere. Esiste sia una linea da seguire, ma nello stesso tempo
occorre dare al paziente uno spazio per portare le problematiche
individuali.
Gli stadi del trattamento sono:
1) Presentazione del trattamento;
2) Ottenere una astinenza iniziale;
3) Mantenimento dell’astinenza;
4) Recupero avanzato.
Questo è solo un modello. Gli stadi si sovrappongono e il consulente
deve sapere che il paziente poco per volta sviluppa sempre una
maggior responsabilità per cui deve tener conto dei progressi che
il paziente ha fatto.
Le sezioni
In ogni sessione si dovrebbe:
1) Controllare i risultati delle urine;
2) Richiamare i temi della sessione precedente;
3) Preparare a discutere gli argomenti appropriati alla fase
del paziente in trattamento.
All’inizio di ogni sessione il consulente dovrebbe chiedere al
paziente se dall’ultima sezione ha usato qualsiasi droga. Se ci
sono state delle ricadute occorre dedicare tutta la seduta ad
esaminare i motivi per cui il paziente ha usato droga e aiutarlo a
trovare delle alternative all’utilizzo delle sostanze.
Se il paziente riferisce di aver avuto dei problemi, il consulente
dovrebbe aiutarlo a trovare delle strategie per affrontarli senza
usare le sostanze.
Lo scopo comunque della sezione è quello di aiutare il paziente ad
affrontare la sua dipendenza dalle sostanze, non il risolvere i
suoi problemi.
Il consulente dovrebbe anche discutere con il paziente i risultati
delle analisi delle urine anche se lui stesso ha ammesso di aver
usato le sostanze. Se invece il paziente nega di aver usato
sostanze nonostante l’esame delle urine sia positivo bisogna
cercare di capire i motivi della negazione del paziente.
Spesso all’inizio i pazienti sono ambivalenti circa la loro
motivazione a smettere di usare sostanze. Per tanto nelle prime
sessioni occorrerà dedicarsi a rinforzare la motivazione del
paziente a raggiungere l’astinenza, sottolineando i vantaggi del
non utilizzare le sostanze. Il consulente dovrà dedicare parte del
suo tempo ad esaminare sia l’ambivalenza del paziente sia la sua
tendenza a negare il problema. Sempre in queste prime fasi si deve
concordare con il paziente il programma del trattamento.
Gli obiettivi delle prime sedute (generalmente le prime
due) sono:
A. Presentare al paziente il programma del trattamento. Se si
prevede una durata limitata nel tempo occorre comunicarlo al
paziente.
B. Farsi raccontare dal paziente la sua storia e sviluppare un
piano di trattamento.
C. Aiutare il paziente a rendersi conto del fatto che lui
soffre della “malattia” da dipendenza.
D. Aiutare il paziente a decidere di non usare più sostanze.
E. Aiutare il paziente a vedere i vantaggi di uno stile di
vita drug-free
Trattamento della negazione e della ambivalenza.
Spesso i pazienti all’inizio del trattamento non vogliono ammettere
di avere un problema di dipendenza, pertanto il consulente deve
cercare di aiutarlo ad ammettere le sue difficoltà. Questo è uno
dei primi passi per portare il paziente a non usare più le
sostanze. A volte i pazienti cercano solo di diminuire l’uso
invece di interromperlo completamente, anche questa è una forma di
negazione del problema.
Spesso all’inizio del trattamento i pazienti sono ambivalenti
rispetto alla loro motivazione a smettere di usare le sostanze,
perché queste gli permettono di provare delle emozioni positive,
perché l’uso della droga rappresenta una strategia per affrontare
i problemi o semplicemente perché il paziente si può sentire
troppo debole per interrompere l’uso.
Il consulente deve esplorare l’ambivalenza del paziente e cercare di
identificarne le ragioni sottostanti.
Le sessioni introduttive
La sessione 1 -
Nella prima sessione il terapeuta deve cercare di stabilire un
rapporto, presentare le regole basi del trattamento e iniziare a
conoscere il paziente. Il consulente dovrebbe farsi raccontare
dettagliatamente la storia della dipendenza dal soggetto per
cercare di capire quali sono i problemi che hanno portato il
paziente ad utilizzare le sostanze.
Il problema principale oggetto del trattamento deve essere sempre la
dipendenza e non i problemi legati ad essa.
La sessione 2 -
Nella seconda sessione il consulente deve completare la raccolta
delle informazioni, presentare al paziente il programma
terapeutico e concordare con lui gli obiettivi da raggiungere.
Il programma prevede che il soggetto partecipi a gruppi di
trattamento. Se il paziente non sa nulla sui gruppi di trattamento
è importante che il consulente glieli presenti.
Se viene quindi concordata con il paziente la partecipazione ai
gruppi di trattamento, dovrebbe essere indicato nel piano di
trattamento.
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Piano di trattamento: |
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1) Astenersi da uso di tutte le droghe illecite |
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2) Partecipare a tutte le sessioni sulla consulenza mirata
e sottoporsi al controllo delle urine |
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3) Partecipazione alle riunioni |
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Firma del paziente
……………. |
Astinenza iniziale
Dopo che il paziente ha accettato il trattamento occorre concentrare
l’attenzione sugli argomenti per ottenere l’astinenza iniziale.
Generalmente questo periodo dura circa tre mesi, durante i quali
si cercherà di aiutare il paziente a raggiungere e mantenere
l’astinenza dall’uso di cocaina.
In particolare occorre concentrarsi su:
Aiutare il paziente a riconoscere gli
aspetti medici e psicologici collegati all’uso della cocaina;
Verificare con lui le ricadute per
sviluppare delle tecniche per evitarle;
Aiutarlo ad apprendere come trattare
l’intenso desiderio delle sostanze (craving) senza utilizzarle.
Il consulente dovrebbe incoraggiare il paziente a stabilire uno
stile di vita drug-free: partecipare ai gruppi di auto-aiuto,
evitare il contatto sociale con soggetti che usano droga e
sostituire le attività collegate alla droga con attività
ricreative sane.
Generalmente il periodo necessario per arrivare ad una astinenza
duratura è di circa 3 mesi: gli argomenti che dovranno essere
trattati in questo punto del trattamento saranno elencati
successivamente.
Gli obiettivi di questo tipo di trattamento
sono:
-
Insegnare al tossicomane a riconoscere ed
evitare le situazioni ambientali che portano all’utilizzo delle
sostanze;
-
Insegnare al tossicomane a impegnarsi nei comportamenti
alternativi quando sperimenta il desiderio di utilizzare le
sostanze
-
Esortare il paziente a ottenere e sostenere
l’astinenza da tutte le sostanze
-
Esortare il paziente a partecipare ad attività sane
-
Incoraggiare la partecipazione ai gruppi
Argomenti da trattare in questa prima parte:
1) Dipendenza e sintomi associati
2) Le situazioni ambientali e sociali che fanno scattare il
desiderio dell’utilizzo delle sostanze
3) Aiutare il paziente a strutturare il suo tempo e spazio
4) Situazioni ad alto rischio
5) Pressioni sociali all’utilizzo delle sostanze
6) Conseguenze dell’uso della cocaina sull’attività sessuale
7) Sintomi che emergono dall’astinenza dalla cocaina
8) Uso di altre sostanze
9) Partecipazione ai gruppi di auto aiuto
Mantenimento dell’astinenza
Raggiunta l’astinenza occorre dedicare le sedute successive al
mantenimento di uno stile di vita drug-free.
Gli obiettivi di questo periodo del trattamento sono:
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Mantenimento di uno stile di vita drug-free.
-
Insegnare al paziente a riconoscere i segnali che stanno
ad indicare che si sta instaurando uno stile comportamentale che
porterà verso una ricaduta, come evitarla e eventualmente come
invertire velocemente il processo.
-
Insegnare al paziente le tecniche di coping utili a
gestire le tensioni della vita senza utilizzare le sostanze.
-
Permettere al paziente a sperimentare in seduta le
tecniche di coping apprese.
-
Incoraggiare i cambiamenti del comportamento e le
abitudini che favoriscono lo sviluppo di uno stile di vita drug-free.
Gli
argomenti che saranno trattati in questo periodo del trattamento
sono:
1. Gli strumenti per evitare le ricadute
2. Identificazione del processo di ricaduta
3. Recupero delle relazioni
4. Sviluppo di uno stile di vita drug-free
5. Spiritualità
6. Vergogna e colpa
7. Inventario personale
8. Difetti del carattere
9. Riconoscere e occuparsi delle proprie necessità
10.
Gestione della rabbia e della aggressività
11.
Gestione del tempo libero
12.
Gestione del denaro
13.
Trasferimento della dipendenza
Fase
avanzata del recupero
La filosofia sottostante a questo tipo di approccio è che il
trattamento dura per tutta la vita. Il paziente ha appreso uno
stile di vita drug-free e deve cercare di mantenerlo utilizzando
le strategie che ha imparato durante il trattamento.
Le sedute dovrebbero terminare quando il paziente ha dimostrato di
saper mantenere per un periodo più o meno lungo l’astinenza ed ha
imparato ad utilizzare diverse strategie per affrontare i problemi
della vita senza utilizzare le sostanze.
L’annuncio della fine del trattamento dovrebbe essere anticipato al
paziente diverse sedute prima. Nella sessione finale il terapeuta
dovrebbe chiedere al paziente di riassumere l’esperienza che ha
fatto. Se possibile il consulente dovrebbe riconoscere e
complimentarsi per gli obiettivi raggiunti.
Nella seduta finale occorre identificare con il pazienti i risultati
raggiunti e sensibilizzarlo nel riconoscimento delle aree su cui
occorre ancora lavorare. Il consulente deve incoraggiare il
paziente a farsi carico di un personale impegno a continuare a
lavorare per il contenimento di uno stile di vita drug-free.
Il paziente dovrà anche essere sollecitato a continuare a
partecipare ai gruppi di trattamento.
Alla fine il consulente dovrà esortare il paziente a prendere in
considerazione le sensazioni che prova in relazione della
conclusione del trattamento.
Alla fine è possibile concordare la partecipazione a sedute mensili
per verificare le eventuali difficoltà che potrebbero emergere.
Alcuni problemi che si possono presentare durante il trattamento
sono:
1. Non rispetto dell’orario o non partecipazione alle sedute.
2. Negazione, resistenza e motivazione insufficiente sono
temi che devono essere affrontati fin dalla fase iniziale del
trattamento.
3. Problemi familiari o finanziari urgenti.
4. Le ricadute.
Esistono tre tipi di ricadute:
“Slips”: è il tipo meno grave di ricaduta, un episodio molto
breve dove non si associano segni o sintomi della dipendenza.
Questi episodi possono essere utilizzati per identificare aree di
debolezza e mettere in evidenza soluzioni e comportamenti
alternativi che possono aiutare a impedire l’uso della droga in
futuro.
Numerosi
giorni di uso di droga
: è un tipo di ricaduta più grave dove il soggetto usa per alcuni
giorni e sono presenti alcuni segni e sintomi della ricaduta. In
queste situazioni il consulente dovrebbe intensificare il
trattamento temporaneamente per alcune settimane e questo dovrebbe
bastare per riprendersi dalla ricaduta. Il paziente deve essere
incoraggiato ad esaminare il perché della ricaduta e imparare
dall’esperienza per evitare la ricaduta nel futuro.
Uso per diversi giorni con ricaduta nella dipendenza:
è la più grave delle ricadute ed il soggetto ritorna ad essere
completamente dipendente. Spesso il paziente che ha questo tipo di
ricaduta interromperà per un certo periodo il trattamento. In
questo caso il paziente deve ricominciare il trattamento e occorre
valutare anche la necessità di un periodo di disintossicazione. La
decisione dovrebbe essere presa sulla base della gravità della
ricaduta, sulle droghe utilizzate, sulla disponibilità di un
sostegno sociale e sulla presenza di particolari condizioni
mediche o psichiatriche.
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