Si prenderà qui in considerazione l’articolo di Luigi Cancrini
pubblicato nel 1993 dalla rivista “Attualità in Psicologia”. In
questo lavoro l’autore propone una revisione delle quattro
tipologie di tossicodipendenza da lui stesso individuate nel libro
“Quei temerari sulle macchine volanti” del 1982.
In questo articolo l’autore distingue tra dipendenza e tossicomania:
la prima sarebbe una condizione caratterizzata dall’assunzione di
sostanze stupefacenti senza che vengano compromessi né
l’integrazione del soggetto nella società, né il suo inserimento
lavorativo, mentre la seconda indicherebbe una condizione in cui
il soggetto è totalmente coinvolto dalla sostanza, diventando
incapace di mantenere un inserimento nella società soddisfacente.
Dopo aver proposto tale distinzione , l’autore sottolinea come
spesso uno stesso soggetto possa passare molto facilmente da una
delle due posizioni, così che la distinzione non risulta essere
così marcata come si potrebbe a prima vista pensare.
Attraverso un lungo lavoro di raccolta dei dati anamnesici dei
diversi soggetti e quelli caratteristici relativi alle interazioni
familiari con la sostanza e con le strutture terapeutiche, si è
arrivati ad individuare quattro diverse tipologie di
tossicodipendenza. Queste quattro tipologie sono state evidenziate
prendendo in considerazione :
1)
l’organizzazione
psicologica, i meccanismi di difesa, i sintomi e i tratti del
carattere dei giovani tossicodipendenti ;
2)
i
modelli di organizzazione e comunicazione prevalenti nelle
famiglie di provenienza ;
3)
le
caratteristiche dell’abitudine del tipo di rischio di overdose e
di altre conseguenze fisiche o sociali, la tendenza a
drammatizzare o a minimizzare l’uso della droga, la capacità di
riconoscere, apprezzare e godere gli effetti delle singole
sostanze ;
4)
il
modo in cui colui che assume droga e/o la sua famiglia tende a
cercare e a stabilire rapporti con i servizi ;
5)
gli
effetti dei diversi programmi terapeutici.
Sono così state individuate quattro aree fondamentali di
difficoltà :
a)
l’area della reazione o del disturbo di disadattamento ;
b)
l’area
delle nevrosi ;
c)
l’area delle situazioni limite e delle psicosi ;
d)
l’area
sociopatica.
Le tossicodipendenze di tipo A : l’area delle reazioni.
L’uso della sostanza serve per coprire un disagio che appartiene
all’area delle reazioni traumatiche o di adattamento. Si rileva
infatti una certa connessione, sia di tipo cronologico che
sintomatologico, fra un trauma psichico esterno e l’inizio
dell’assunzione delle sostanze. Il trauma non evidenzia una
struttura nevrotica preesistente, ma è parte determinante del
contenuto del sintomo; generalmente non è il primo e avviene in
seguito ad un episodio di lutto relativamente alla perdita di una
persona cara o alla fede in una idea politica, in una persona o un
gruppo.
Ciò che emerge chiaramente è la difficoltà ad elaborare il lutto
all’interno di un rapporto interpersonale percepito come
affidabile e sicuro.
Dal punto di vista della situazione familiare, questi giovani spesso
rivestono un ruolo di parental child e sono costretti a tenere per
sé i loro problemi. In altre famiglie si tende ad evitare
l’elaborazione del lutto attraverso l’utilizzo di meccanismi di
fuga, dove spesso la tossicomania di un individuo permette ai
familiari di distogliere l’attenzione da un evento traumatico
precedente.
In altre situazioni il trauma si presenta nel momento in cui il
soggetto sta per affrontare la separazione dalla famiglia, ma non
è ancora riuscito ad instaurare rapporti significativi con altre
persone che gli consentirebbero di condividere l’esperienza del
dolore e del lutto.
Questo tipo di tossicodipendenze evolvono in fretta verso una
alterazione dello stile di vita del soggetto compromettendo la sua
integrazione sociale. L’esperienza tossicomanica gli consente di
non pensare, di non ricordare l’evento traumatico.
Per questo tipo di tossicodipendenza il progetto terapeutico parte
con il ripercorrere delle fasi relative all’esperienza del lutto.
Ciò può avvenire sia a livello individuale che a livello
familiare.
Le tossicodipendenze di tipo B : l’area delle nevrosi.
Difficoltà di carattere nevrotico emergono spesso durante
l’adolescenza e si manifestano sottoforma di ansia più o meno
somatizzata o di nevrosi attuale o di carattere nevrotico. Queste
manifestazioni vengono per così dire inglobate o coperte nella
tossicodipendenza.
Da un punto di vista familiare e sistemico si ha :
a)
un
coinvolgimento consapevole ed esagerato in conflitti riguardanti
la famiglia a cui spesso i tossicomani attribuiscono l’origine del
loro disturbo ;
b)
il
coinvolgimento forte di uno dei genitori (spesso quello di sesso
opposto) nella vita del figlio e nella sua malattia ed il ruolo
periferico dell’altro ;
c)
l’evidenza della struttura definita triangolo perverso e la
tendenza del genitore complice a proteggere e a coprire i problemi
posti dal comportamento del figlio ;
d)
lo
sviluppo di una polarità con i fratelli in relazione alla
dicotomia buono/cattivo ;
e)
la
contraddittorietà dei messaggi educativi inviati da padre e madre,
la vivacità esibita del conflitto di coppia, l’efficacia del
sintomo comportamento tossicomane nel modularne, controllandola,
l’intensità ;
f)
la
frequenza con cui la coppia genitoriale presenta l’organizzazione
e la storia caratteristiche del matrimonio di interesse ;
g)
la
frequenza delle situazioni in cui questo tipo di gioco
interpersonale sopravvive alla separazione e al divorzio grazie
all’aiuto fornito dal comportamento tossicomanico.
Spesso questi soggetti sviluppano una dipendenza più che una vera
tossicomania. Risultano essere molto abili nel manipolare le
relazioni attraverso l’uso di sostanze leggere e pesanti con
dosaggi non pericolosi ma caratterizzati da un atteggiamento di
drammatizzazione che finisce con il coinvolgere tutto l’ambiente
familiare.
Dal punto di vista terapeutico è necessario costituire un fronte
comune tra i genitori e gli adulti che possono offrire un loro
contributo. Il terapeuta deve evitare un uso protratto del
metadone e di altri farmaci e, attraverso un atteggiamento fermo,
proporre la disassuefazione domiciliare.
Dopo questo primo intervento è possibile proporre un percorso
terapeutico in comunità o iniziando una psicoterapia volta ad
evidenziare le vicende precedenti lo sviluppo della tossicomania.
Tossicodipendenze di tipo C : area delle situazioni limite.
Questo tipo di tossicodipendenze si sviluppano in soggetti con
disturbi gravi della personalità, soprattutto di tipo borderline o
schizotipico.
Più raramente il comportamento tossicomanico si presenta in
personalità che hanno già manifestato uno scompenso di tipo
psicotico dove la sostanza assume un ruolo protettivo di fronte
all’irrompere del disordine psicotico e dell’angoscia.
L’incontro con la droga provoca una vera e propria rottura.
L’esperienza soggettiva è molto sgradevole per cui il soggetto
reagisce con l’adozione di meccanismi di difesa primitivi quali la
scissione, il diniego, l’identificazione proiettiva che lo portano
ad una notevole incapacità di godere e di fare che si traduce in
una depressione più o meno grave. L’effetto della droga è quello
di liberare il soggetto da questo stato di frustrazione e
sofferenza permettendogli di sperimentare, per un breve periodo,
una certa libertà interiore legata al recupero del proprio
benessere.
Dal punto di vista sistemico le caratteristiche più importanti di
tali sistemi sono :
a)
lo
sforzo di non definire le relazioni sostenuto dall’uso di messaggi
paradossali o incongrui ;
b)
gli
alti livelli di mistificazione e di complicità con cui la famiglia
sostiene, senza rendersene conto, la tossicomania del figlio ;
c)
la
mancanza di percezione delle condizioni di difficoltà psicologica
dell’altro e la tendenza ad utilizzare le proprie per risolvere i
problemi di leadership ;
d)
il
carattere del matrimonio vissuto dai genitori come coatto, in
quanto è basato su una forte dipendenza reciproca che impedisce la
rottura della relazione fra coniugi che manifestano una forte e
reciproca soddisfazione ;
e)
il
coinvolgimento di entrambi i genitori nelle difficoltà del
figlio ;
f)
una
polarità di diversificazione dei fratelli sull’asse riuscito /
fallito ed un proseguirsi caratteristico della dipendenza dai
genitori ;
g)
l’utilità del sintomo che dà un senso allo stallo di coppia dei
genitori e scopre, giustificandola, la difficoltà di realizzazione
autonoma del fratello bravo e prestigioso.
Dal punto di vista terapeutico questo tipo di tossicodipendenze sono
assai difficili da affrontare. I meno gravi non chiedono aiuto,
mentre gli altri chiedono spesso che si protegga il loro gioco
ripetitivo. Emergono spesso tendenze a mentire, a squalificare la
situazione terapeutica dimostrando l’insufficienza dei terapeuti,
rivolgendosi a tutti e a nessuno contemporaneamente, proponendo un
ottimismo superficiale ed incomprensibile o una rassegnazione
totale ed insanabile.
È possibile intervenire proponendo all’inizio attraverso
l’utilizzazione di strategie volte per lo più alla riduzione del
rischio e successivamente, attraverso un paziente lavoro di
sostegno, tentare un progressivo reinserimento.
Tossicodipendenza di tipo D : area delle sociopatie.
Questo tipo di tossicodipendenza sono caratterizzate da una
sociopatia che impedisce l’integrazione nella società. Questi
soggetti vivono in continuo conflitto con gli altri e la tendenza
al passaggio all’atto è piuttosto elevata. La tossicodipendenza si
adatta bene ad uno stile di vita basato su comportamenti
antisociali. Questa difficoltà di integrazione sociale sembra
determinata da una carenza delle cure materne in una situazione di
svantaggio socioculturale.
La comunicazione e l’organizzazione familiare è caratterizzata dalla
presenza di una situazione multiproblematica e si riscontrano i
seguenti aspetti :
a)
dalla disorganizzazione grave dei ruoli e delle funzioni nei
confini propri della famiglia nucleare ;
b)
la
presenza di una certa lentezza a rendersi conto della sofferenza
degli altri ;
c)
la
frequenza di matrimoni inesistenti, dove la funzione parentale è
svolta in modo del tutto inadeguato. I genitori sono assenti,
oppure sovraccaricati da problemi di carattere socioeconomico e
culturali, incapaci a realizzare se stessi spesso dedichi
all’alcolismo o alla tossicomania ;
d)
incapacità
a curare la propria persona sia dal punto di vista fisico che
psicologico e dalla presenza di una certa difficoltà a progettare
il proprio futuro ;
e)
La
presenza di operatori sociali che in qualche modo cercano di
sopperire alle incapacità genitoriali creando spesso una
dipendenza di questi dal servizio.
L’assunzione della droga porta ben presto questi soggetti alla
dipendenza. I motivi per cui essi ricorrono all’uso della sostanza
derivano spesso da un bisogno di stordirsi o di essere più rapidi
e lucidi in certe situazioni.
È molto difficile che questi soggetti arrivino ad una terapia.
Spesso la loro richiesta di aiuto è caratterizzata dalla
provocazione. Passano volentieri da un servizio all’altro, da una
comunità all’altra. Questi continui passaggi, però, invece di
essere controproducenti aiutano il soggetto a ricostruire parti di
sé che possono aiutarlo ad uscire dalla situazione di
tossicodipendenza. Creare una catena di servizi dove ogni parte ha
il compito di accompagnare il soggetto per un certo periodo del
suo percorso terapeutico, sembra essere il modello terapeutico più
adatto a questi soggetti.