ASL TO2 - DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA DELLE DIPENDENZE 2
COCAINA E GRAVIDANZA
Negli ultimi anni sembra essere aumentato il consumo di cocaina in gravidanza, con conseguente aumento dell'interesse per lo studio sulle conseguenze per il bambino legate all'uso di tale sostanza da parte della madre.
La cocaina può infatti superare la barriera placentare accumulandosi nei tessuti del feto.
A livello dell'arteria ombelicale sembra che questa possa esercitare un'azione vasocostrittrice riducendo il flusso del sangue e causando carenza di ossigeno nel feto.
Sono state fatte molte ricerche per capire quali alterazioni comportamentali l'assunzione di cocaina da parte della madre durante la gestazione possa provocare nel nascituro, ma sono state trovate poche risposte precise.
Sembra che bambini nati da madri cocainomani abbiano alla nascita un peso inferiore e una ridotta circonferenza cranica.
Studi fatti utilizzando la tecnica ecografica hanno rivelato che l'assunzione di cocaina da parte della madre causa un maggior numero di movimenti nel feto, una maggiore irritabilità e la presenza di scatti, indipendentemente dalla dose assunta e dal tempo che passava tra l'assunzione e l'ecografia.
Gli studi finalizzati a rilevare la relazione esistente tra l'assunzione di cocaina da parte della madre e i disturbi neurocomportamentali del bambino hanno fornito comunque risultati di difficile interpretazione.
Vi è poco accordo tra i risultati probabilmente perchè vi sono vari elementi che è importante tenere in conto quali la dose assunta, la modalità e il periodo di assunzione, l'uso contemporaneo di altre sostanze e le condizioni socio-economiche e culturali.
Studi fatti a distanza di tempo per valutare i disturbi cognitivi nei bambini esposti a cocaina nell'utero hanno rilevato l'esistenza di un'alterazione del linguaggio e del QI.
Studi recenti indicano che bambini esposti a cocaina durante la gestazione manifestavano alcune alterazioni del comportamento: a 3 o a 6 mesi erano più irritabili, tra il 1° i il 2° anno avevano disturbi dell'attenzione e tra i 4 e i 5 anni mostravano maggior impulsività e minor capacità attentiva.
La letteratura sperimentale tende a sottolineare come le alterazione prodotte dall'assunzione di cocaina siano subdole e necessitino di metodi sensibili per essere evidenziate.
Gli studi fatti con gli animali sembrano convergere con i risultati di quelli fatti con i bambini: