ASL TO2 - DIPARTIMENTO DI PATOLOGIA DELLE DIPENDENZE 2
Da: A cura di Icro Maremmani, "Manuale di Neuropsicofarmacoterapia psichiatrica e dell'Abuso di Sostanze", Pacini Editore, 2001 Pisa, pag 77.
La cocaina e l'amfetamina non provocano una sindrome da astinenza pericolosa per la vita... Chi fa uso di stimolanti riferisce comunque una varietà di sintomi quando ne interrompe bruscamente l'uso cronico ad alti dosaggi o quando gli effetti della sostanza svaniscono lentamente. Il craving è il maggior responsabile delle ricadute. Mantenere un soggetto lontano dalla cocaina, in assenza di una terapia, è molto arduo.
Quando dopo "periodi" di uso massiccio il tossicomane cessa l'assunzione o per debilitazione fisica o per l'impossibilità di reperire la sostanza, gli effetti euforizzanti lasciano il posto alla letargia, all'aumento dello stimolo della fame, alla disforia e al craving per più sostanze. Il tossicomane può dare inizio ad un nuovo "periodo" e ripetere il ciclo. La tolleranza si sviluppa nei confronti degli effetti euforizzanti, anoressizzanti (assenza di appetito), ipertermizzanti (aumento della temperatura) e cardiovascolari. La tolleranza non sembra svilupparsi nei confronti degli effetti psicotomimetici, antifatica e antiipercinetici delle amfetamine.
Se la sostanza viene interrotta, i sintomi dell'astinenza includono intenso craving, depressione del tono dell'umore fino a pensieri suicidi, irritabilità, astenia, rallentamento psicomotorio, nausea, tremori, appetito vorace e disturbi del sonno. I sintomi raggiungono l'apice 48-72 ore dopo l'ultima assunzione e possono durare per parecchie settimane. Per quanto riguarda il trattamento il paziente va tenuto sotto stretta osservazione per la depressione del tono dell'umore e le conseguenti idee di suicidio. Va rassicurato che la depressione è un effetto, limitato nel tempo, dell'astinenza da stimolanti. Se la depressione persiste per parecchie settimane va considerata la possibilità di un sottostante disturbo dell'umore e può essere instaurato un trattamento con antidepressivi. Vari approcci farmacologici sono stati proposti per ridurre sia l'euforia indotta che la "fame" di sostanze.